In commissione – Aborto, si ai consultori e alla tutela della salute sessuale

Dopo le accese discussioni di venerdì, in Commissione Salute, sul tema dell’aborto, con oltre un centinaio di emendamenti proposti e la decisione di arrivare a un emendamento riassuntivo delle proposte di Rete, Libera e Dml, sostenuto dal consigliere indipendente Giardi, che si concentrano sulla laicità dello Stato, la discussione è ripresa lunedì. Mentre non mancano le posizioni “no aborto” degli ecclesiali.

E’ stato approvato un emendamento al progetto di legge originario che prevede il consultorio. Respinti entrambi gli emendamenti della dc (con 7 voti favorevoli, e 10 contrari) e approvato l’emendamento congiunto di Rete Libera RF e NPR (10 favorevoli / 6 contrari/ 1 astenuto).

E’ stato anche approvato con voto unanime un emendamento relativo alla prevenzione delle gravidanze indesiderate e sull’ educazione alla sessualità: erano stati presentati 3 emendamenti da Rete, Libera, RF che sono stati sintetizzati in uno unico che prende la luce dalla proposta di legge di Rete sulla tutela della salute sessuale.

Per la prima volta, In questo articolo si prevedono, per la prima volta assoluta, programmi mirati per persone con disabilità.

Mentre in Commissione Consigliare prosegue il dibattito in merito alla nuova legge sull’aborto, a prendere posizione sul tema è ora il Coordinamento delle Aggregazioni Ecclesiali di San Marino – Il Coordinamento delle Aggregazioni Ecclesiali di San Marino, in occasione della discussione in Commissione Consiliare e quindi in Consiglio Grande e Generale del progetto di Legge per la regolamentazione dell’aborto e del progetto di legge “Interventi a sostegno della famiglia”, vuole richiamare tutte le forze politiche a considerare con la massima responsabilità ed attenzione il compito a cui sono chiamati, presupponendo che a tutte stia a cuore il valore della vita, della maternità e della famiglia che sono il futuro del Paese. Ribadendo la propria contrarietà alla pratica dell’aborto, ma prendendo atto con estremo rammarico dell’esito referendario per l’introduzione dell’interruzione volontaria della gravidanza in San Marino, il Coordinamento auspica che le forze politiche e i loro rappresentanti eletti vogliano dare consistenza nella legge in corso di definizione all’intendimento manifestato da tutte le parti durante il dibattito referendario, di voler mettere in atto ogni misura e tutela a sostegno delle donne e delle famiglie affinché l’aborto sia sempre e solo una extrema ratio, in quanto la soppressione di una vita umana è sempre una tragedia.

A tal fine auspichiamo che sia fissato un limite temporale preciso e chiaro entro cui è possibile praticare l’aborto, nel rispetto della dignità del nascituro e delle evidenze della scienza medica. Riteniamo che sia necessario investire di più nella educazione all’affettività e alla genitorialità, nel rispetto delle differenze di genere, dove sia coinvolta l’intera società civile. Riteniamo che non possa essere ignorata nella legge la figura del padre, in quanto corresponsabile del nascituro non solo dal punto di vista genetico, così come il coinvolgimento dei genitori per i casi riguardanti le minorenni.

È assolutamente necessario che sia riconosciuto il diritto all’obiezione di coscienza per tutto il personale coinvolto nella pratica dell’aborto.
Deve essere proibito, in ogni sua forma, lo sfruttamento commerciale dei tessuti fetali. Da sempre il Coordinamento desidera contribuire a mettere sempre più al centro della nostra società la dignità ed il valore della maternità e paternità, ritenendoli una delle massime espressioni del genere umano che apre all’importanza delle relazioni tra le persone. Per questo crediamo urgente, stante anche la preoccupante crisi demografica della Repubblica, l’introduzione di ulteriori misure a tutela e sostegno delle donne e delle famiglie, affinché non si vedano penalizzate al punto di vista sociale ed economico dall’avere figli.

Le Aggregazioni Ecclesiali di San Marino sono disponibili con spirito di sussidiarietà a proseguire nel dare il loro contributo per aiutare e sostenere le donne e le famiglie che si trovano in stato di difficoltà e nel contribuire all’educazione delle nuove  generazioni e delle famiglie ad una affettività e genitorialità più consapevole ed aperta all’accoglienza della vita“.

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